Alessandro Montanari

Giornalista e autore televisivo. Dopo gli esordi a fare di tutto nelle tv e radio locali, mi ritrovo a La Padania come un intruso essendo un varesino dalle radici meridionali e con il cuore a sinistra. Dopo dieci anni a raccontare la politica da infiltrato, scopro che nulla è come ci viene spiegato dagli organi d'informazione mainstream e con Gianluigi Paragone e altri splendidi compagni d'avventura comincio una folle missione di controinformazione televisiva, prima alla Rai, con  Lultimaparola, e ora a La7 con La Gabbia Open. Domani chissà...

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Euroinomani

Quando sette anni fa, con l'amico Gianluigi Paragone, cominciammo a portare in tv l'eresia euroscettica venivamo considerati eccentrici in cerca di un'identità televisiva. Mostravamo imprenditori e lavoratori spazzati via da uno strano tipo di crisi, nata in America come crisi finanziaria del debito privato ma poi scaricata sui debiti pubblici e i sistemi industriali della periferia europea dell'impero globale. E mentre il nostro patrimonio di piccole imprese spariva sotto i colpi di questa diabolica strategia, Bruxelles rispondeva impedendo ai governi nazionali di azionare l'unica leva di contrasto efficace: il ritorno dello Stato in economia.

Euroinomani

Innanzitutto occorre mettere a fuoco un punto. Se oggi vogliamo tornare a parlare di interesse nazionale non è per alimentare un pericoloso principio guerrafondaio, ma al contrario per difendere da morte imminente l’unico principio potenzialmente in grado di garantire pace e giustizia: l’autodeterminazione dei popoli.
La sovranità nazionale, infatti, è il muro di cinta sul quale gli architetti della globalizzazione finanziaria stanno scagliando furiosamente i loro arieti, con lo scopo di penetrare nel cuore della cittadella e depredarne ogni bene.