Autori / Ernesto Preatoni

Ernesto Preatoni

Ernesto Preatoni e' considerato senza forzature un pionere dei tempi modermi perche' ha saputo aprire nuove strade in territori fino a quel momento inesplorati. Inizia la sua carriera nel 1967, come consulente finanziario. Nel 1985 partecipa al take over di Bi-Invest, nel 1987 organizza la scalata alla Banca Popolare di Lecco e al Credito Bergamasco. Poi l'assalto al cielo dell'alta finanza milanese, quando ha puntato sulle Generali, il colosso assicurativo triestino, attaccando il controllo di Mediobanca di Enrico Cuccia.
Negli anni '90 crea il Domina Coral Bay il complesso alberghiero a cui si deve l'esplosione turistica del Mar Rosso. E' il primo a sfruttare le opportunita' di sviluppo immobiliare nei Paesi Baltici, dove opera attraverso la ProKapital. Si definisce un uomo libero e si interessa, con passione, di economia. Ha pubblicato con Fabio Tamburini "Il Pioniere" (2013 - Il Sole 24 Ore), con Giancarlo Mazzuca "La vita oltre l'euro" (2014, Rubbettino) , "8 cose che avevo previsto" (2016, Rubbettino) e "Non regalatemi una banca salvo che..." (2017, Rubbettino). Ha rubriche fisse su "QN" e Libero.

Di questo autore:

La  permanenza dell’Italia nell’euro mette a rischio la sostenibilità di lungo periodo del debito italiano. Non a caso continua a salire anno dopo  anno. Adesso è arrivato vicino al tetto di 2.300 miliardi con una incidenza sul Pil che sfiora il 133%.

Il ministro Padoan parla da anni di stabilizzazione del debito e poi del suo declino. Finora ha sempre sbagliato. L’Adusbef ha calcolato che da quando il capo economista dell’Ocse è al governo  il debito dell’Italia è cresciuto ad un ritmo di cinque miliardi al mese. Questi sono fatti. Il resto solo chiacchiere o illusioni vendute a piene mani.

Vengo accusato spesso di essere un “antipatizzante” dell’Europa. Non è assolutamente vero. Sono contrario a questa Europa cieca e burocratica che passa il tempo a occuparsi della lunghezza degli zucchini e del fiscal compact e di tutto quello che può complicare la vita ai cittadini. Proprio perché sono un europeista convinto non smetto di lanciare l’allarme.