Autori / Gianni Vacchelli

Gianni Vacchelli

Narratore, saggista e docente (PhD). Membro e co-fondatore della Comunità di Ricerca “Colligite Fragmenta”, ispirata a Raimon Panikkar presso l’Università di Bergamo. Docente di ruolo nella scuola pubblica secondaria di II° grado e contrattista presso l’Università Statale di Milano. È stato amico personale e libero allievo di Raimon Panikkar, che ha scritto la prefazione del suo primo libro: Dagli abissi oscuri alla mirabile visione, una lettura simbolica ed interiore della Bibbia. I suoi principali oggetti di studio sono, oltre al pensiero e all’opera di Panikkar: la letteratura e la narrazione, la Bibbia, Dante, la mistica occidentale e orientale, il tema della liberazione, letti con un’ermeneutica attenta all’interculturalità e alla dimensione simbolico-interiore. In questi ultimi anni si è molto occupato di una riarticolazione critica di spiritualità, politica ed economia, nell’ottica di una nuova educazione liberatrice. I suoi ultimi libri: Dagli abissi oscuri alla mirabile visione. Letture bibliche al crocevia: poesia simbolo e vita, Marietti, 2008; Per un’alleanza delle religioni. La Bibbia tra Panikkar e la radice ebraica, Servitium, 2010; Per un’ermeneutica simbolica. Tra filosofia, religione e poesia, Ed. Simple 2012. Del 2012 è Arcobaleni, primo romanzo della Trilogia dell’Infanzia, uscito per Marietti. Del settembre 2013, Eutopia (scritto con Maristella Bellosta), un romanzo sulla scuola, e nel 2015 il suo saggio dantesco: L’«attualità» dell’esperienza di Dante. Un’iniziazione alla Commedia, entrambi per Mimesis. Nel 2016 è uscita la raccolta di racconti Generazioni. Storie di liberazione e abisso (Mimesis), frutto di un lavoro ventennale e, nel 2017, il saggio Ri-leggere le scritture al crocevia di più tradizioni. Ermeneutica inter-intraculturale, Pannikar, simbolo e liberazione (Ed. Simple). È in corso di pubblicazione il suo nuovo romanzo sulla scuola RdC, scritto a quattro mani con Maristella Bellosta

Di questo autore:

Il nostro viaggio nel mondo dell’istruzione scolastica e universitaria sempre più mercificata continua anche con una serie di interviste a studiosi, professori, operatori culturali, educatori, presidi etc. In qualunque caso persone che l’università e la scuola la conoscono bene e da vicino, per esperienza.

Americanizziamo la scuola? No grazie!

di Gianni Vacchelli
pubblicato il 13 Febbraio 2018

Abbiamo visto, negli articoli precedenti, come «l’economia delle conoscenze» della UE fosse la risposta, negli anni Novanta, all’economia americana, più flessibile e competitiva. Si trattava di superarla. Ma di fatto, di diventare tutti, europei e americani, sempre più neoliberisti. Così l’impatto sui sistemi di formazione e istruzione dalle scuole medie all’università è stato sempre più forte. Per il pedagogista austriaco Ludwig A. Pongratz, «la politica della formazione è diventata da allora un elemento stabile della politica di occupazione e dell’economia. Essa serve in prima linea alla crescita economica, alla competitività e alla mobilità». Detta in parole povere: ad asservire l’istruzione e la scuola alle ragioni del Capitale.

Buona Scuola (cioè: Cattiva Aziendalizzazione della stessa), preside-dominus, erosione effettiva e/o simbolica dei contenuti, dei valori disciplinari e della “fatica del concetto” (Hegel), pensiero computazionale, svuotamento di potere degli organi collegiali, enfasi sull’alternanza scuola-lavoro (e il diritto allo studio?), decurtazione (in fieri) di un anno del percorso formativo liceale, t

La società odierna a traino neoliberista è riuscita a colonizzare la nostra anima e la nostra mente. Nessun sistema precedente, pur desiderandolo, è arrivato a tanto. Non è più la nostra soltanto una società disciplinare (Foucault), biopolitica, panottica, capace di controllare i nostri corpi, ma piuttosto psicopolitica (Han), a colonizzazione cellulare e neuronale, potremmo dire.

Gianni Vacchelli,  La deriva neoliberista a scuola

La deriva neoliberista a scuola

di Gianni Vacchelli
pubblicato il 23 Agosto 2017

Eppure è una delle urgenze decisive, per uscire dall’asfissia del pensiero unico economicistico che il trionfante neoliberismo impone e che va a destrutturare e stritolare la scuola pubblica. E su questi dinamismi assai pericolosi e purtroppo molto aggressivi e antidemocratici dedicheremo qui alcuni articoli.

Come uscire dalla crisi? Così, alla domanda, rispose Confucio: «Dobbiamo ridare alle parole il loro significato originario». Mai più saggio consiglio.

E quindi, mentre imperversa, nella quasi totale indiff

La scuola pubblica vive un periodo complesso e altamente problematico. Anzi, parafrasando il grande Charles Dickens, che nel suo romanzo Hard Times (1854) fece una violenta.......