Euroinomani

HAI DUE EURO? CI PUOI COMPRARE 2 CAFFE' O 5 BANCHE

di Alessandro Montanari

A tutti quelli che non hanno ancora compreso l'impatto del turbocapitalismo finanziario sul tradizionale modello economico italiano, fatto di distretti industriali, botteghe, case di proprietà e risparmio garantito, voglio sottoporre un quesito: quante cose potete fare oggi con una moneta da un euro?

Sforzandosi un po', immagino direbbero che potrebbero bersi una tazzina di caffè, acquistare il più economico dei quotidiani o, data la stagione, dissetarsi con un ghiacciolo. Fine delle opzioni di mercato. Nessuno probabilmente risponderebbe che con quella misera monetina, oggi, qui da noi, si possono concludere transazioni di ben altra portata. Come acquistare una banca. Anzi due. O addirittura tre.

Vi sento perplessi. Ingenui o malfidenti, comunque non mi credete. Eppure è tutto vero. In settimana, e dopo mesi di lavorio e trattative, il CdA di Intesasanpaolo ha finalmente deliberato l'acquisizione di Veneto Banca e PopVicenza all'incredibile prezzo di offerta di un euro: due banche a 50 centesimi l'una. Sempre in Italia, peraltro, UbiBanca era riuscita persino a far di meglio aggiudicandosi, allo stesso prezzo base di un euro, non uno, non due, ma addirittura tre storici istituti del credito locali: Banca Etruria, Banca Marche e CariChieti. Valore d'acquisto: 33 centesimi al pezzo, un terzo di una tazzina da caffè.

Dite la verità: avreste mai immaginato di poter comprare una banca, con tanto di filiali, sportelli bancomat e impiegati, con il resto delle sigarette? No, certo. E come avreste potuto? Negli ultimi sei anni, in effetti, non hanno fatto che rassicurarvi, ripetendo allo sfinimento che il sistema bancario nazionale era ben gestito, sano, sicuro. In una sola, ipnotica, parola: solido. Sentite quante volte e in quanti ve l'hanno detto.

7 ottobre 2011, Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d'Italia: “Le banche italiane hanno un grado di solidità e di capitalizzazione assolutamente adeguato in relazione agli standard europei”.

6 gennaio 2012, Mario Monti, presidente del Consiglio: “Il sistema bancario italiano è tra i più solidi”.

30 gennaio 2013, Vittorio Grilli, ministro dell'Economia: “Le nostre banche hanno dimostrato capacità uniche. Non sono necessari salvataggi. Non bisogna insinuare dubbi sulla solidità del sistema”.

14 maggio 2013, ancora Fabrizio Saccomanni, divenuto nel frattempo ministro dell'Economia nel Governo Letta: “Le banche nazionali sono solide e non hanno alcun bisogno di essere salvate”.

5 agosto 2013, Enrico Letta, presidente del Consiglio: “La ripresa è vicina e il sistema bancario italiano è solido”.

29 dicembre 2015, Matteo Renzi, presidente del Consiglio: “Non c'è rischio sistemico, le banche italiane sono molto più solide di tante banche europee. Non cambierei il nostro sistema bancario con quello tedesco nemmeno sotto pagamento”.

24 marzo 2015, Giuseppe Vegas, presidente Consob: “Le valutazioni sull'adeguatezza patrimoniale hanno evidenziato come il sistema bancario italiano sia solido e capace di fronteggiare situazioni cicliche avverse

21 gennaio 2016, ancora Matteo Renzi: “Dal 2007 al 2013 i governi europei hanno aiutato le banche. I governi italiani hanno scelto di non fare niente. Ma, nonostante non si sia intervento, le nostre banche sono più solide di quelle tedesche”.

24 luglio 2016, Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia: “Non c'è alcun rischio perché il sistema delle banche italiane è solido”. Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia: “C'è da chiarire con molta forza che non c'è da affrontare la questione delle banche italiane...”.

Insomma, non c'era nulla di cui preoccuparsi. Il 19 dicembre 2016, tuttavia, il Governo Gentiloni è improvvisamente costretto a metter fine all'operetta, stanziando in fretta e furia 20 miliardi di euro per “salvare i risparmiatori” italiani.

Le banche solide non erano poi così solide, tant'è vero che per trovare acquirenti si è arrivati a promozioni da Black Friday: 30 centesimi, 50 centesimi, un euro! E allora forza, venite gente! Alle prime venti telefonate, in omaggio una mountain bike e un set di coltelli. E non ditemi che siete a corto di spiccioli proprio ora! Controllate bene: nelle giacche, nei pantaloni, tra i cuscini del divano... Volete non trovarci almeno un paio di banche?

A. Montanari
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