Pensare altrimenti

Pensare altrimenti

Mentre oggi si estendono, a mo’ di compensazione cosmetica, i diritti civili dell’individuo dal legame sociale spezzato (l’oltreuomo post-borghese e post-proletario), procede con solerzia l’opera di annientamento dei diritti sociali e del lavoro (connessi alle forme della comunità sociale borghese e proletaria),

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V'è un aspetto specifico dei tanto discussi processi di mondializzazione oggi in atto che merita di essere preso in esame. Si tratta di una questione squisitamente filosofica, che è merito di Martin Heidegger avere sollevato con la massima chiarezza senza nulla occultare della sua intrinseca aporeticità. Così scrive il pensatore tedesco in "La cosa":

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“Ad esempio a me piace il Sud”. Così cantava Rino Gaetano. Mi permetto di essere d’accordo con lui. Anche a me, ad esempio, piace il Sud. E non per la semplice ragione – già di per sé valida – per cui, per mia natura, parteggio sempre per i vinti e non per i vincitori: il Sud è stato sconfitto, e quella che resta, ad oggi, l’aggressione violenta e sanguinaria che ha subito continua a essere celebrata enfaticamente come “Risorgimento” e “unificazione”.

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Il conflitto tra Capitale e Lavoro nella cornice dello Stato sovrano nazionale con primato della politica sull’economia dovrà tornare a essere il fuoco prospettico attorno al quale organizzare le armi della critica, in modo tale da elaborare una nuova teoria rivoluzionaria che,

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Vi è un quadro che recentemente ha attirato la mia attenzione. Si intitola “Quarto stato” ed è stato realizzato, con biro bic blu su tela, dall’artista bulgaro Alzek Misheff nel 2009.

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In molti mi chiedono che cosa sia l'Interesse Nazionale. Se sia di destra o di sinistra. Proverò sinteticamente a spiegarlo. Interesse Nazionale unisce valori di destra e idee di sinistra. Valori dimenticati dalla destra e idee abbandonate dalla sinistra. Occorre pensare altrimenti.

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Chiesero una volta a Talete, uno dei sette savi, quale fosse la città migliore. E così rispose Talete, icasticamente: “quella in cui non vi sono uomini troppo ricchi, né troppo poveri”.

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Lo scioglimento dei legami solidali e delle identità solide propri dell’eticità comunitaria è sotto gli occhi di tutti: si pone come un momento fondamentale per la ridefinizione delle individualità in atomi concorrenziali di consumo, in imprenditori di sé e in merci che debbono autovalorizzarsi ponendosi in circolazione nel piano liscio del mercato senza frontiere e senza limitazioni etiche di sorta.

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Solo oggi si compie pienamente quell’ “assenza di patria” (Heimatlosigkeit) dell’uomo moderno, diagnosticata con lungimiranza da Martin Heidegger nella "Lettera sull'umanismo" (1947) in riferimento alla storia dell’essere come suo oblio e solo oggi divenuta realtà in senso pieno: “l’assenza di patria diventa un destino universale” 

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Il globalismo economico ci vuole tutti come il Don Giovanni, figura emblematica del precariato erotico e dell’isolazionismo sentimentale.