Temi dell'Agorà / Humus

Accogliamoli tutti

di Aristoteles
pubblicato il 26 Febbraio 2018

L'idea dell'accoglienza illimitata è sostenibile all'interno di un contesto di prosperità, di sufficiente copertura dei servizi sociali, di creazione di posti di lavoro. Cioè di benessere diffuso e sufficientemente redistribuito. Non è il nostro caso, purtroppo. Si deve scegliere fra priorità, fra l'aiutare i propri cittadini o agire nel nome di un egualitarismo di maniera che non aiuta nessuno, né i propri cittadini né, alla lunga, gli immigrati. 

"È il cuore del Piemonte, quello aspro e severo come solo la montagna sa essere e non è davvero un posto per tutti. È uno di quei posti dove vai solo per due motivi: o per lasciare il rumore del mondo, oppure per combattere". G. Ruotolo
Montoso, località a metà strada tra Cuneo e Torino, è davvero “il cuore del Piemonte, quello aspro e severo”. Nelle parole del partigiano che aprono questo articolo, viene rimarcato che vi si può andare solo per isolarsi o per fare guerriglia. Di sicuro, non per integrarsi.

Quello di cui (probabilmente) non parleremo saranno altri temi. Proviamo a tirarne fuori una lista non esaustiva:

D di Diseguaglianza - nonostante la nostra sia l'epoca della diseguaglianza nell'appropriazione di reddito e patrimonio, nonostante l'erosione della classe media (confrontate la S di Stabilità...), in Italia manca un movimento come quello degli Indignados o Occupy Wall Street in grado di fare diventare questo tema una questione centrale. Eppure la L di Lavoro e la R di Reddito sono strettamente

PREVISIONI PER TEMPO

di Aristoteles
pubblicato il 13 Febbraio 2018

Non potrete dire che non vi avevamo avvisato. Avvertenza: tenere lontano da militanti politici suscettibili.

Proviamo a fare, attraverso un piccolo gioco, delle previsioni sulle elezioni parlamentari del prossimo marzo. No, non cercheremo di indovinare il vincitore o le percentuali dei partiti. Per quello ci sono già i sondaggisti ed i (talvolta più affidabili) bookmakers (di cui esiste il termine italiano, quasi losco ma legale, "allibratori").

L'accusa di "populismo" è destinata a rimbalzare, anche in queste imminenti elezioni, da un media all'altro, dalle prime pagine dei giornali alle copertine dei tg, come successo negli ultimi anni? Probabile.

Populismo è oramai una parola buona per tutte le stagioni, utile a definire spregiativamente una serie di movimenti tendenzialmente "anti-sistema", che si richiamano ad un "popolo" contrapposto alle élite. Per dirla con Alberto Bagnai, «è il termine con il quale certi sinistri intellettuali etichettano qualsiasi circostanza nella quale il popolo non fa ciò che loro hanno deciso che faccia».

Chi ama il politicamente corretto è pregato di voltare pagina (web).
Nell’era di Internet molti cittadini vivono in una personalissima bolla di irrealtà e non sono propensi a mettere in dubbio verità consolidate, specie su argomenti sensibili come l’immigrazione, dove ciascuno coltiva granitiche certezze.

È strano che laddove nessuno, quando si tratti di curare i propri malanni o sottoporsi a una operazione chirurgica, chiede un onest’uomo, e neppure un onest’uomo filosofo o scienziato, ma tutti chiedono e cercano e si procurano medici e chirurgi, onesti o disonesti che siano

IL PESCE PUZZA SEMPRE DALLA CASTA

di Aristoteles
pubblicato il 25 Settembre 2017

“Siamo passati dalla cultura della vergogna alla cultura del «vergognaaaaa!» urlato scompostamente in ogni occasione utile. «Vergogna» e «dignità» sono le parole d’ordine di questo momento storico. Urli «vergogna» e reclami «dignità». È un misto di catarsi e autoassoluzione, che punta inevitabilmente verso il nulla”. (S. J.)

A caccia di bolle

di Aristoteles
pubblicato il 15 Settembre 2017

Abbiamo già parlato di quelle balle che ci raccontano le élite che nascono, crescono e prosperano dentro le loro bolle. Cercano di convincerci che il mondo reale sia come loro lo dipingono, anche quando realtà e bolla stridono in maniera evidente.

L'età delle bolle

di Aristoteles
pubblicato il 06 Settembre 2017

Qualcuno sicuramente avrà letto il titolo, storpiandolo, come "l'età delle balle". Il fraintendimento non è solo un gioco di sostituzione di vocali: balle e bolle sono strettamente imparentate.
L'età liquida in cui viviamo ha sostituito ai pesanti concetti del "vecchio '900" idee molto più fluide, mutevoli e instabili; paradossalmente, siamo rimasti appesi a sistemi di credenze sempre più deboli.