Temi dell'Agorà / Euroinomani

E adesso ridateci indietro la nostra sovranità.

Qualche giorno fa, illustrando il 25esimo rapporto sui cambiamenti economici e sociali, l'Istat ci ha spiegato con la forza fredda dei grandi numeri che l'Italia è un Paese in declino, nel quale le diseguaglianze aumentano invece che ridursi. La classe media è risucchiata nel proletariato, il proletariato si accapiglia col sotto-proletariato per un po' di lavoro o un po' di welfare

La sentenza che ha annullato le nomine di cinque professionisti stranieri alla direzione di altrettanti musei nazionali ha gettato nel più cupo sconforto l’intellighenzia europeista, procurando invece a provincialotti irrecuperabili come il sottoscritto intimissime soddisfazioni. Con un solo tratto di penna, infatti, il Tar del Lazio ha capovolto il paradigma liberista, messo in fuorigioco il Governo e ferito nella loro superbia gli opinionisti di regime.

Io me la ricordo quella sera di febbraio del 2012. Silvio Berlusconi aveva appena ceduto agli incappucciati dello spread, ubriacando di gioia folle di esaltati che si raccolsero intorno a Palazzo Chigi per stappare bottiglie di spumante.

Diffido del potere, disobbedisco alle mode, non venero il pantheon che ha trasformato Scienza e Tecnica in neo-divinità e a quelli che vengono  elevati a campioni della “ragione” preferisco d'istinto le pecore nere del “torto”.........

Capita sempre più spesso che le tornate elettorali, in Europa e nel resto del mondo, producano esiti sorprendenti. Tuttavia la Brexit ...

Una cosa sulla quale non riflettiamo abbastanza è che non ci stanno governando con i manganelli ma, assai più semplicemente, con le parole. Parole truccate che, scivolando tra paternalismo e terrorismo, mirano comunque allo stesso fine: l’asservimento.Basta rileggere Manzoni, cantore del locale come teatro dell’universale, per capire che la trama è vecchia quanto il mondo. Davanti a quel sempliciotto di Renzo, infatti, don Abbondio ricorre al latinorum per incutere confusione, soggezione e infine controllo.

Quando sette anni fa, con l'amico Gianluigi Paragone, cominciammo a portare in tv l'eresia euroscettica venivamo considerati eccentrici in cerca di un'identità televisiva. Mostravamo imprenditori e lavoratori spazzati via da uno strano tipo di crisi, nata in America come crisi finanziaria del debito privato ma poi scaricata sui debiti pubblici e i sistemi industriali della periferia europea dell'impero globale. E mentre il nostro patrimonio di piccole imprese spariva sotto i colpi di questa diabolica strategia, Bruxelles rispondeva impedendo ai governi nazionali di azionare l'unica leva di contrasto efficace: il ritorno dello Stato in economia.

Innanzitutto occorre mettere a fuoco un punto. Se oggi vogliamo tornare a parlare di interesse nazionale non è per alimentare un pericoloso principio guerrafondaio, ma al contrario per difendere da morte imminente l’unico principio potenzialmente in grado di garantire pace e giustizia: l’autodeterminazione dei popoli.
La sovranità nazionale, infatti, è il muro di cinta sul quale gli architetti della globalizzazione finanziaria stanno scagliando furiosamente i loro arieti, con lo scopo di penetrare nel cuore della cittadella e depredarne ogni bene.